Il Brenta soffre, il caldo fa paura: a Bassano sempre meno acqua

12 Agosto 2026

Il grande caldo e la prolungata assenza di precipitazioni significative tornano a mettere sotto

pressione il territorio vicentino, con il fiume Brenta che a Bassano mostra in maniera sempre più

evidente i segnali di una situazione delicata. Le portate del fiume si mantengono infatti su livelli

particolarmente contenuti per questo periodo dell’anno e, alla stazione di monitoraggio di Barzizza,

il livello dell’acqua resta basso, con una portata che si aggira indicativamente tra i 34 e i 37 metri

cubi al secondo. Le piogge cadute negli ultimi giorni hanno portato soltanto un beneficio

temporaneo e non sono state sufficienti a modificare in maniera significativa il quadro generale,

caratterizzato da temperature elevate e da una disponibilità d’acqua che continua a essere limitata.

A preoccupare, inoltre, non è soltanto ciò che si vede nel letto del fiume: anche le falde acquifere e

le risorgive stanno risentendo della scarsità di precipitazioni, creando una situazione che coinvolge

l’intero sistema idrico del territorio. Particolarmente delicata è la situazione per il settore agricolo,

che ha bisogno di una disponibilità costante di acqua per garantire l’irrigazione delle coltivazioni. Il

Consorzio di Bonifica Brenta sta quindi monitorando con attenzione le risorse disponibili e, dove

necessario, valutando modifiche e slittamenti dei turni irrigui. L’obiettivo è quello di utilizzare nel

modo più efficace possibile l’acqua presente, cercando allo stesso tempo di evitare che la

situazione possa peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane, soprattutto nel caso in cui il

caldo dovesse continuare a lungo.

L’emergenza riporta così al centro del dibattito anche la necessità di interventi strutturali, capaci di

rendere il territorio più preparato ad affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati:

trale ipotesi ci sono nuovi sistemi di accumulo, interventi per favorire la ricarica delle falde e il

recupero della capacità degli invasi già esistenti attraverso lo sghiaiamento.

Un esempio arriva dal bacino del Corlo, dove la rimozione dei materiali accumulati potrebbe

consentire di recuperare una capacità di circa 10 milioni di metri cubi d’acqua.

Il Brenta rappresenta una risorsa fondamentale per il Bassanese e per gran parte del territorio

circostante, non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche per l’agricoltura e per l’equilibrio

dell’intero sistema idrico. La sua portata ridotta è quindi molto più di una semplice fotografia

dell’estate: è un segnale concreto di quanto la gestione dell’acqua sia diventata una delle sfide più

importanti per il nostro territorio.

[credits: Nicolò Dalla Gasperina]

(Foto: 3B Meteo)