Il Brenta soffre, il caldo fa paura: a Bassano sempre meno acqua
Il grande caldo e la prolungata assenza di precipitazioni significative tornano a mettere sotto
pressione il territorio vicentino, con il fiume Brenta che a Bassano mostra in maniera sempre più
evidente i segnali di una situazione delicata. Le portate del fiume si mantengono infatti su livelli
particolarmente contenuti per questo periodo dell’anno e, alla stazione di monitoraggio di Barzizza,
il livello dell’acqua resta basso, con una portata che si aggira indicativamente tra i 34 e i 37 metri
cubi al secondo. Le piogge cadute negli ultimi giorni hanno portato soltanto un beneficio
temporaneo e non sono state sufficienti a modificare in maniera significativa il quadro generale,
caratterizzato da temperature elevate e da una disponibilità d’acqua che continua a essere limitata.
A preoccupare, inoltre, non è soltanto ciò che si vede nel letto del fiume: anche le falde acquifere e
le risorgive stanno risentendo della scarsità di precipitazioni, creando una situazione che coinvolge
l’intero sistema idrico del territorio. Particolarmente delicata è la situazione per il settore agricolo,
che ha bisogno di una disponibilità costante di acqua per garantire l’irrigazione delle coltivazioni. Il
Consorzio di Bonifica Brenta sta quindi monitorando con attenzione le risorse disponibili e, dove
necessario, valutando modifiche e slittamenti dei turni irrigui. L’obiettivo è quello di utilizzare nel
modo più efficace possibile l’acqua presente, cercando allo stesso tempo di evitare che la
situazione possa peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane, soprattutto nel caso in cui il
caldo dovesse continuare a lungo.
L’emergenza riporta così al centro del dibattito anche la necessità di interventi strutturali, capaci di
rendere il territorio più preparato ad affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati:
trale ipotesi ci sono nuovi sistemi di accumulo, interventi per favorire la ricarica delle falde e il
recupero della capacità degli invasi già esistenti attraverso lo sghiaiamento.
Un esempio arriva dal bacino del Corlo, dove la rimozione dei materiali accumulati potrebbe
consentire di recuperare una capacità di circa 10 milioni di metri cubi d’acqua.
Il Brenta rappresenta una risorsa fondamentale per il Bassanese e per gran parte del territorio
circostante, non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche per l’agricoltura e per l’equilibrio
dell’intero sistema idrico. La sua portata ridotta è quindi molto più di una semplice fotografia
dell’estate: è un segnale concreto di quanto la gestione dell’acqua sia diventata una delle sfide più
importanti per il nostro territorio.
[credits: Nicolò Dalla Gasperina]
(Foto: 3B Meteo)