Clet Abraham lo street art dei cartelli stradali

6 Marzo 2026

Clet Abraham, uno degli street artist più riconoscibili d’Europa e celebre per le sue ironiche reinterpretazioni dei segnali stradali, ha risposto alle domande del nostro Luca Fasoli, ospite nel pomeriggio di giovedì 5 marzo. Clet, nato in Francia nel 1966 e da anni residente a Firenze, ha trasformato simboli della quotidianità urbana in piccole opere d’arte capaci di sorprendere e far sorridere i passanti. Attraverso semplici adesivi applicati sui cartelli, Clet introduce personaggi, gesti e situazioni che ribaltano il significato originale della segnaletica. Il suo lavoro, sospeso tra arte pubblica, provocazione e gioco visivo, ha conquistato città e osservatori in tutto il mondo. Un linguaggio immediato e universale che invita a guardare la strada — e la realtà — con occhi diversi. 

Clet benvenuto a Radio Voice. Dalle tele delle tue origini, alla street art. Com’è stato questo tuo processo?

“A me interessa fare un’arte per gente che non ama l’arte, perchè altrimenti non ha senso. E ho trovato i cartelli stradali come un mezzo di comunicazione universale che tutti capiscono, tutto il mondo, molto semplice, quindi per un pubblico molto vasto e che è simbolo dell’autorità, di un’autorità che si impone e io ho deciso di intervenire per mettere in discussione non il cartello stradale in sé, perché il suo messaggio ha senso, anzi per sottolinearlo ma in modo umanistico, cioè rendo umano la legge del cartello stradale.”

E quindi vai a lavorare sul simbolo, sul messaggio che vuoi trasmettere. E le tematiche, come le scegli? 

“Le tematiche sono spesso appunto i cartelli stradali. Il cartello stradale più famoso che vediamo dappertutto è il divieto d’accesso: io da un divieto cerco di umanizzarlo, di fare sì che lo capiamo, che lo sentiamo più nostro, che stiamo più attenti al lato costruttivo di questo divieto che non sia solo un divieto, che sia una cosa che ci parla, ci metto dei personaggi, degli oggetti che creano delle storie ogni volta un po’ diverse. La legge esiste, però abbiamo bisogno di comprenderla.”

Talvolta la tua arte ha scaturito stupore, altre volte indignazione. Dov’è il limite tra arte e vandalismo? 

“Questa è una questione molto delicata e molto interessante ed è una delle mie tematiche favorite, riuscire a trovare il confine tra le due. Dico sempre che l’arte costruisce mentre il vandalismo distrugge, non è sempre facile trovare questo confine. L’arte deve portare qualcosa in più, il vandalismo te lo toglie invece.” 

(Credits Nicolò Dalla Gasperina)

L’intervista completa nella sezione podcast www.radiovoice.it o cliccando qui