Pandoro vs Panettone: Vince la tradizione
A pochi giorni dal Natale e a poco dopo la proclamazione della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità da parte di Unesco, è giunto il momento di celebrare i protagonisti della sfida che ogni anno affligge amanti dei dolci, appassionati di cucina, grandi e piccini: pandoro e panettone, gli indiscussi protagonisti delle tavole degli Italiani. Non possono mancare, che si preferisca l’uno piuttosto che l’altro, che siano nelle loro versioni classiche o rivisitate: Panettone e Pandoro restano un punto fermo nelle spese natalizie degli Italiani.
La domanda è sempre la stessa: “Pandoro o Panettone?” Ebbene, dati alla mano, in Italia il consumatore medio pare non voler rinunciare a nessuno dei due. Secondo AstraRicerche il 70% degli italiani sceglie infatti di acquistare entrambi per festeggiare il Natale. Se si tratta però di scegliere tra uno o l’altro, l’ago della bilancia pende in favore del pandoro con un 52,6% di preferenze, contro il 47,4% del panettone. Sfida apparentemente vinta dal pandoro dunque. A trionfare è però, senza ogni dubbio, la tradizione: 71,2% degli intervistati rimane infatti saldamente attaccato alla ricetta classica, preferendola alle varianti farcite o con coperture esterne, amate soprattutto dalla Generazione Z.
Origine di Panettone e Pandoro
Protagonisti del Natale, ma da quando? E chi li ha inventati? Il panettone nasce dalla tradizione culinaria milanese, nello specifico a Milano, nel Rinascimento. È legato alla leggenda del “pan de Toni” e ai panificati festivi del Quattrocento, mentre la sua caratteristica forma alta e soffice si afferma tra Ottocento e Novecento. Il pandoro invece ha origini venete, veronesi per la precisione. Deriva da una tradizione più aristocratica, ispirata ai dolci austro-veneziani dell’‘800. La versione moderna nasce nel 1894 con il brevetto di Domenico Melegatti, riconoscibile per la forma a stella a otto punte e l’impasto burroso e vellutato. A differenza del panettone, non contiene canditi né uvetta, puntando sulla delicatezza del gusto.
Una storia senza fine e una lotta per il primato che non vede ne vinti ne vincitori, ma solo l’inconfondibile gusto della tradizione italiana.
[Credits: Nicolò Dalla Gasperina]